Il paesaggio come asse cardinale della strategia
In questo territorio, geologia, agricoltura, insediamento e cultura si sono costruiti a vicenda nel corso dei secoli. Il risultato è un sistema ancora attivo — e la base su cui la Strategia di Sviluppo Locale 2023–2027 è interamente fondata.
Il paesaggio di un territorio è il prodotto visibile di tutto quello che quel territorio ha fatto nel tempo: la geologia che ha selezionato le colture, le colture che hanno orientato gli insediamenti, gli insediamenti che hanno generato culture e identità. Tra questi elementi c’è un rapporto di interdipendenza: ciascuno è al tempo stesso causa ed effetto degli altri. Questa rete di relazioni è quello che trasforma il paesaggio in un sistema. Un sistema ha una proprietà specifica: quando funziona, si auto-rinforza. Quando un pezzo viene meno, la degradazione non è locale — si propaga. Se le campagne vengono abbandonate, non si degrada solo l’agricoltura: si degrada il paesaggio che attira il turismo, si disperde il sapere che produce i prodotti tipici, si indebolisce l’identità che dà al territorio una riconoscibilità sul mercato. Per questo la strategia sul paesaggio è prima di tutto operativa: tenere attivi gli attori che lo producono, mantenere le relazioni che lo tengono in vita, intervenire dove la fragilità rischia di diventare irreversibile.
Questo territorio è composto da due sistemi geologici distinti, con storie agricole e insediative diverse. I Castelli Romani si sviluppano sull’area del Vulcano Laziale: un suolo poroso e ricco di minerali che ha orientato nei secoli la coltivazione della vite e dell’olivo, dando vita a un paesaggio agricolo denso e riconoscibile, a borghi storicamente connessi ai mercati romani, a una filiera enogastronomica che porta ancora il nome di questo territorio. I Monti Prenestini presentano una geologia diversa — tufi, marne e calcareniti — con un paesaggio silvo-pastorale più articolato: boschi cedui, pascoli, coltivazioni miste, centri abitati più isolati e interni. Qui i segni dell’agricoltura sono meno leggibili ma altrettanto radicati: castagneti, colture tradizionali, pratiche di allevamento brado che sopravvivono nelle aree più periferiche. I due sistemi sono connessi e si integrano: insieme formano il paesaggio del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini, un territorio che vale per la sua complessità, non nonostante essa. Comprendere questa dualità è il presupposto per costruire una strategia che funzioni per l’intero areale, senza appiattire le differenze su un unico modello di sviluppo.
I Campi di Annibale, il cratere principale del Vulcano Laziale, nel comune di Rocca di Papa. Sul fondo pianeggiante il tessuto residenziale ha occupato la caldera; sul bordo, il Monte Cavo e la corona di bosco.
Il paesaggio di questo territorio è una leva di sviluppo per tre ragioni distinte, che si rafforzano a vicenda. Come sistema di identità, dà al territorio una riconoscibilità che nessuna campagna di marketing può costruire dall’esterno: il vino di Frascati, l’olio dei Castelli, il profilo dei borghi prenestini sono segni che appartengono a questo posto e a nessun altro. Come sistema produttivo, il paesaggio è la materia prima dell’economia locale: la qualità del vino dipende dal suolo vulcanico, la qualità dell’olio dipende dalle varietà olivicole storiche, la qualità del turismo dipende dall’integrità del territorio che si attraversa. Se il paesaggio degrada, degradano insieme i prodotti che genera. Come sistema di coordinamento, il paesaggio offre agli attori del territorio un progetto condiviso attorno a cui allinearsi: agricoltori, comuni, operatori turistici, associazioni culturali non hanno necessariamente gli stessi interessi, ma hanno lo stesso territorio da preservare e da valorizzare. Questa convergenza è la base su cui si costruisce qualsiasi forma di sviluppo locale durevole.
Azienda Agricola Biologica De Sanctis a Frascati, beneficiaria delle risorse GAL attraverso la nostra Strategia di Sviluppo Locale 2014–2020. Credito: Azienda Agricola Biologica De Sanctis.
Questa lettura del paesaggio come sistema di identità, produzione e coordinamento è il punto di partenza della Strategia di Sviluppo Locale 2023–2027. L’obiettivo generale della SSL lo afferma esplicitamente: preservare e valorizzare il paesaggio rurale del GAL come risorsa per lo sviluppo socio-economico e occupazionale del territorio. È prima di tutto una scelta operativa: orienta tutto quello che segue. I cinque obiettivi strategici sono cinque punti di intervento sullo stesso sistema: il recupero delle terre abbandonate restituisce produttività al paesaggio; la qualificazione delle filiere traduce quella produttività in valore di mercato riconoscibile; la tutela del patrimonio genetico preserva l’identità che distingue queste produzioni da tutte le altre; lo sviluppo della fruibilità apre il paesaggio a chi vuole viverlo dall’esterno; la formazione delle competenze garantisce che ci siano persone capaci di gestire tutto questo nel tempo.
Sistema misto di vigneti e oliveti sul colle della Pasolina, presso l’omonima torre, nel comune di Colonna. La compresenza di vite e olivo caratterizza il paesaggio agricolo dei Castelli fin dall’antichità.
Il sistema è già qui. Attivarlo è il lavoro della strategia.